Karuhisi Training Farm – Report#2

Cari tutti,

ultimi giorni in terra africana. Mercoledì mattina, 24 agosto, devo prendere l’aereo per tornare in patria. Ad ogni modo, il grosso degli obiettivi previssi sono stati raggiunti. L’altro ieri ho firmato il contratto con la ditta che realizzerà il pozzo. Il 2 settembre
iniziano i lavori, e finiscono entro 10 giorni. Purtroppo io non sarò presente, ma Mattia sorveglierà i lavori fino alla fine… e ci
manderà spero una foto ed una bottiglia d’acqua estratta dal pozzo. Ecchecavolo… voglio assaggiarla!

Avevo dato un questionario da completare alle famiglie che usufriranno del pozzo per capire un po’ come fosse possibile gestire il suo mantenimento e monitorare, per quel che è dato, la situazione sanitaria. Per la gestione sono tutti concordi tranne uno (che ci
vuole sempre!) nel pagare una cifra al mese ancora da definire (ma piu’ alta da quella da me proposta), da accumulare e poi utilizzare in caso di lavori di manutenzione. Le famiglie sono 35, circa 290 persone, non contando i ragazzi della comunita’ di Karuhisi. La situazione sanitaria e’ comparabile a situazioni analoghe. Diarrea, malaria sono le malattie più comuni, seguite dal tifo. Vediamo se con il pozzo la situazione da qui a sei mesi migliora. Lo spero vivamente.

Con la collaborazione dell’Universita’ di Mbarara stiamo analizzando le fonti d’acqua che ad oggi usano quelle famiglie. L’acqua che dovrebbe essere più sicura, una sorgente “protetta”, contiene una media di 75 coliformi/100 ml e 11 coliformi di origine fecale/100 ml. Tenete presente che un’acqua per essere definita potabile dovrebbe contenere massimo 3-4 colidormi/100ml e assenza di coliformi fecali. Tanto per dare un’idea. Il mio cruccio è che il lavoro in università procede moooolto lentamente, ma una volta partito le analisi dovrebbero proseguire. Almeno spero. La bella notizia è che questo lavoro verrà presentato in un poster il 24 settembre ad una conferenza qui a Mbarara che ha come tema “Fight the poverty and disease. Let’s go science”.

Che dire. E’ stata proprio una bella avventura. In alcuni momenti non facile, le tempistiche africane non rientrano nel mio modo di
lavorare. Probabilmente avrenno ragione loro a prendere ogni cosa con i dovuti tempi, fare ogni cosa in un modo predeterminato e
prestabilito senza variazioni sul tema, ma ogni tanto mettevano a dura prova i miei nervi. hehehehe

Adesso siamo nella fase di saluti… i ragazzi di Mbarara, Karuhisi, il tassista baffo che incontro ogni giorno sulla strada dell’Universita’, il mio “ristorantino” di fiducia dove quasi ogni giorno mi fermo per un chapati con fagioli o uova a cui ho regalato un vaso di nutella. Almeno mi fanno anche il dolce.

Un saluto anche a voi, e a presto in Italia.
ciaociaociaociaociao
Marco

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