Ciao!
Il viaggio in Sud Sudan è stato molto interessante. Per ore abbiamo viaggiato in mezzo alla savana incontrando poche persone provenienti da chissà quale villaggio sperduto. Con Adrian, abbiamo presto capito che il Sud Sudan è uno stato molto povero, molto più povero dell’Uganda. E’ la seconda volta che vengo in Africa e fino a prima di questo viaggio, pensavo che l’Uganda rapresentasse più o meno la situazione degli altri stati africani. Ma non è così. Il Sud Sudan, per esempio, esce da molti anni di guerra: è completamente destrutturato, non ci sono strade nè infrastrutture. I villaggi sono ancora senza corrente e acqua e le case sono costruite di fango e paglia. La maggior parte dei prodotti agricoli proviene dagli stati vinici come l’Uganda e il Kenya, e loro coltivano solo pochi cereali e qualche leguminosa. La pluriennale situazione di conflitto interno ha demotivato a tal punto le persone da portarle a non costruire più nulla di duraturo per la paura costante di vederselo distrutto nel breve tempo. Questa tappa in Sud Sudan mi ha davvero messo di fronte alla fame e alla povertà, in maniera ancora più forte di quanto non avessi già potuto sperimentare in Uganda.
Questa è l’ultima settimana a Youth Support Group, e con i ragazzi stiamo facendo di tutto per concludere in tempo i progetti avviati. Devo dire che c’è massima collaborazione da parte di tutti.
- Il bosco è concluso. Sono circa 5000 mq di terra attualmente incolta e arida nella quale abbiamo piantato 210 piccole piante di pino; ogni pianta è protetta da una rete per evitare di farla diventare cibo per vacche o capre al pascolo;
- Abbiamo piantato le piante da frutta, 5 mango e 5 arance. Le piante sono tutte innestate e provengono dal Naro (National Agriculture Research Organization) in questo modo dovremmo ottenere frutta molto buona da commercializzare e di pezzatura piu’ grande;
- La nuova cucina è ora funzionante. Grazie al camino, non ci affumicheremo più durante la preaprazione di pranzi e cene (prima non c’era e tutto il fumo semplicemente rimpiva la cucina)! Abbiamo inoltre realizzato un forno per cucinare il pane.
- Abbiamo ripescato e selezionato i pesci da allevare fino a fine ciclo. In questo modo, in una vasca ci saranno solo i pesci che dovranno essere scrupolosamente allevati per ottenere un prodotto commercializzabile e nella seconda vasca verranno allevati i pesci che, non essendo della varietà desiderata, hanno una minore possibilità di successo nella vendita.
Infine, la piatagione di cassava sta lentamente crescendo e questo ci fa ben sperare in un cospicuo raccolto futuro; anche le api sono attive e stanno costruendo la loro nuova casa nel nuovo alveare.
Le attività in calendario sono state rispettate e quasi tutte realizzate o in via di conclusione. E’ stato un lavoro di gruppo pazzesco! Quanta energia questi ragazzi: è sufficiente dare loro l’input per vedere degli ottimi risultati. Ritorno con il sorriso
Anche per quest’anno da Karuhisi Training Farm e Youth Support Group Mbarara è tutto!
A presto in Italia,
Mattia



