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YSG – Ristrutturazione della sala principale 1
Grazie al contributo di generosi amici italiani abbiamo potuto comprare il materiale necessario alla ristrutturazione della sala principale del vecchio edificio. Abbiamo lavorato a ritmi serrati per due settimane e costituito il miglior team uganda-italia di sempre: abbiamo pulito i muri prima di colorarli color crema, cartavetrato tutte le inferriate delle finestre, dipinto la lavagna, stuccato i numerosissimi buchi sulle pareti…ma ci siamo anche molto divertiti! Guardate le foto!
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Mattia e YSG#6
La mia permanenza in Africa sta volgendo al termine e tra meno di 20 giorni rientrero’ in Italia.
E tempo di bilanci e posso ritenermi davvero soddisfatto di quello che abbiamo progettato e poi realizzato nell’azienda agricola di Karuhisi.
Le vasche per i pesci sono quasi piene di acqua e prossimamente compreremo i pesci. Il pezzo di terra adiacente alle vasche e stato lavorato e sistemato in modo che possa diventare un grande orto ed e stato dotato di una serie di canali che con delle semplici regolazioni permetteranno di irrigare le piante senza l’ausilio di pompe o uomini e l’acqua si diffonderà grazie alla semplice e gratuita forza di gravità.
Il campo dedicato a frutteto e stato arato ed ora attendiamo solo che arrivi la pioggia ad ammorbidire il terreno. Non avrei mai pensato che in soli 100 giorni saremmo riusciti a stravolgere completamente il sistema di questa azienda.
In questo tempo sono venuti in visita alcuni tecnici provenienti da prestigiosi centri governativi di ricerca agricola che hanno attribuito all’azienda il terzo posto come miglior progetto realizzato in Uganda. Non finisce qui: in futuro e prevista la visita del Presidente della Repubblica Museveni.
Il progetto in se e semplice e non ha richiesto elevate competenze o particolari macchinari ma per questo luogo e’ assolutamente nuovo perchè e’ stato progettato pensando al lungo periodo e utilizzando idee innovative come ad esempio i canali di irrigazione.
Spinti dall’orgoglio e non ancora stanchi di sognare abbiamo pensato che con l’ausilio dell’acqua ed un dislivello e’ possibile produrre energia elettrica. Cosi’ con l’aiuto di Adrian stiamo realizzando un mini impianto idroelettrico a partire da una ruota di bicicletta e una dinamo. Non ci aspettiamo di illuminare un’intera abitazione ma vogliamo dimostrare a tutti i nostri vicini di casa e a tutte le persone che verranno a visitare il centro che è possibile cambiare a partire da quel poco che sia ha. Alla prossima!
Amici dall’Italia a YSG
Ciao a tutti, come state?
La vita qui a YSG procede molto bene. Siamo molto impegnati in questo periodo ma molto felici: un gruppo di amici italiani e’ venuto a farci visita e staranno con noi quasi un mese.
Insieme a loro stiamo facendo molti lavori come la realizzazione dell’impianto elettrico nel nuovo edificio nel quale da poco ci siamo trasferiti, la dipintura della stanza principale del vecchio stabile che verra’ utilizzata per ospitare i workshop con i giovani e altri piccoli interventi nel nuova residenza. Per realizzare tutto cio’ ed essere efficenti, siamo organizzati in gruppi ed ogni gruppo di lavoro ha un coordinatore responsabile della realizzazione delle attivita’ pianificate.
Molti dei materiali che stiamo utilizzando sono stati donati all’organizzazione da amici e sostenitori e siamo loro davvero molto grati!
Resta ancora molto lavoro da fare ma siamo fiduciosi perche’ lavorando insieme saremo in grado di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Vi terremo aggiornati sui progressi delle nostre attivita’.
A presto!!!
Mattia e YSG#5
E’ tempo di aggiornarvi un po’ su come procedono i lavori. Come potete vedere dalle foto sotto i laghi per i pesci sono quasi ultimati e la maggior parte del lavoro è stata fatta.
In questi giorni stiamo sistemando gli argini e livellando il fondo dei laghi e penso proprio che per la fine di questa settimana potremo finalmente dire “the end”!!!
Sono infatti 2 mesi esatti che lavoriamo tutti i giorni alla realizzazione di questi laghi. La stanchezza inizia a farsi sentire, gli attrezzi sono consumati e la stagione delle piogge è ormai alle porte.
Non è stato facile, più di una volta siamo stati presi dallo sconforto di non vedere mai la fine e di non poter iniziare gli altri progetti come la coltivazione degli ortaggi e l’allevamento dei polli.
E proprio quando pensavamo che non avremmo mai raggiunto la fine, essendo solo in 9 persone a lavorare, ad Adrian è venuto in mente che avremmo potuto farci aiutare dai detenuti del carcere di Mbarara. Ho scoperto infatti con grande stupore che, all’interno delle carceri esiste un progetto di riabilitazione dei detenuti che ci ha permesso di avere il loro supporto lavorativo qui in fattoria per due giorni. E così un pomeriggio io e Adrian siamo andati a prenderne 15 di loro e scortati da tre poliziotti li abbiamo accompagnati a Karuhisti. Sono ragazzi tosti, lavorano tanto e il compenso in denaro che richiedono per il lavoro svolto rientra nel nostro piccolo budget.
Così li abbiamo fatti salire sul nostro pick up con cassone e stretti stretti, quasi in 20, abbiamo risalito la collina fino alla fattoria. I detenuti (li vedete nella foto con l’uniforme gialla) hanno dato “il colpo di grazia” ai lavori e in un giorno tutti assieme siamo riusciti a fare ciò che da soli, noi ragazzi, avremmo fatto in una settimana!!!
Ora mancano ancora da completare e correggere alcune cose ma confido che con l’inizio di agosto potremo finalmente dedicarci all’orto e agli altri progetti.
L’impianto solare ora funziona a meraviglia: avevamo infatti un problema con la batteria che abbiamo scoperto essere difettosa. Adesso riusciamo a illuminare la cucina, la capanna dormitorio dei ragazzi, la casa dove dormo e mangiamo e riusciamo persino a dare la corrente ad un piccolo televisore.
Adesso la notte è un po’ meno buia e cucinare la sera non è più un problema.
In questo periodo sono molto occupato e per quanto riguarda orari, scadenze e cose da fare e da pensare mi sembra di essere tornato in Italia in mezzo alla confusione del caotico mondo occidentale. Per fortuna però ogni giorno quando mi sveglio e scopro di essere ancora sotto la mia zanzariera mi rincuoro sapendo che passerò un altro giorno a zappare in mezzo al fango.
Per ora è tutto. Vorrei che il tempo si fermasse per darci la possibilità di fare e costruire tutto ciò che abbiamo progettato e desiderato; ma so che ciò non è possibile e così corro e incito gli altri a seguirmi in quella che potrebbe essere una delle esperienze più significative della mia vita.
Ciao Mattia
Mattia e YSG#4
Ciao a tutti! Vi scrivo per raccontarvi cosa è successo nelle ultime settimane.
Una settimana l’ho trascorsa a Kampala, la capitale, ad aspettare che accettassero la mia richiesta di prolungare il permesso di soggiorno fino a settembre. Al mio arrivo, mi avevano dato un visto turistico di 30 giorni nonostante avessi tutte le carte per richiedere un permesso speciale per un soggiorno superiore ai 3 mesi.
Così, ospiti in casa della famiglia del nipote delle Twin Sisters e in compagnia di Adrian, un signore che vive e lavora con noi ragazzi e che fa da autista, abbiamo trascorso 5 giorni lontano dal fango e dalle stelle e immersi in folate di smog e caos degne di ogni grande città.
A Kampala abbiamo comprato i pannelli solari. Ne abbiamo acquistati due; pensandoci bene era la soluzione migliore e più economica per soddisfare le nostre esigenze.
L’impianto più potente da 85 w, lo installeremo nella casa più grande e ci consentirà di illuminare fino a 6 lampadine mentre un impianto più piccolo da 12 w verrà installato sul tetto della capanna/dormitorio e avrà lo scopo di illuminare la baracca/cucina e le due stanze dove dormono i ragazzi. Questa soluzione è più conveniente rispetto a quella di avere un unico impianto; avremmo dovuto comprare un pannello solare troppo grande per riuscire ad illuminare gli altri edifici dislocati a notevole distanza dal pannello…senza contare i metri di filo che ci sarebbero serviti per collegare tutte le lampadine! A Kampala ho anche conosciuto la malaria o meglio i suoi effetti. Da quando si viene punti a quando si manifestano i primi sintomi passa in genere una settimana. Ciò significa che devo essere stato punto mentre ero in fattoria come è successo a 5 degli 8 ragazzi che abitano là.
La malaria debilita notevolmente il fisico: febbre alta, insonnia, non si ha appetito… Qui la gente convive quotidianamente con questa malattia e quindi la diagnosi è immediata e azzeccata. Ho iniziato subito la cura e dopo qualche giorno di degenza la tentazione di rimettermi a lavorare era troppo forte nonostante fossi ancora debole: vedere i ragazzi tornare sporchi di fango ed io lì ad aspettare che mi tornassero le forze non era bello, soprattutto per me: non riesco a stare fermo! Così ho iniziato con piccoli lavori anche perché non volevo sforzare troppo ed ho ascoltato i consigli degli africani. Dopo 7 giorni ero di nuovo in mezzo al fango come se la malaria fosse stata solo una semplice influenza. Se non altro lavorando sodo viene un appetito da non crederci e così almeno ho accelerato la guarigione!
Attualmente siamo in una fase di ri-progettazione di alcuni lavori perché mentre eravamo a Kampala sono stati commessi alcuni errori nella realizzazione degli argini dei laghi dei pesci, ma rimedieremo! In questi giorni abbiamo realizzato il canale di scolo dell`acqua che viene dai laghi, scavando abbastanza a fondo per permetterne il drenaggio. Questo ci consentirà di poter lavorare su terreno asciutto e non più in un mare di fango, velocizzando di fatto la conclusione dei lavori.
La prossima settimana prevediamo di finire il canale di scolo e iniziare lo scavo del canale che porterà l`acqua nei laghi. Per il resto va tutto molto bene. Ora le ragazze in particolare si alternano per preparare il pane e ogni due giorni ci deliziano con dei buonissimi, e mai sufficienti, panini!!!
Per ora è tutto. Vi auguro un buon inizio settimana.
A presto,
Mattia
Mattia e YSG#3
Ciao a tutti, eccomi di nuovo qui.
Sono sceso in città solo per un giorno per potervi scrivere e aggiornare sulle ultime novità e acquistare alcuni prodotti tra i quali anche la farina di frumento. Da ormai una settimana a Karuhisti produciamo quotidianamente dell`ottimo pane, anzi il migliore che abbia mai mangiato.
Innanzitutto voglio ringraziare tutte le persone che ci stanno supportando e che stanno contribuendo all’acquisto del mini impianto fotovoltaico. Non potete nemmeno immaginare quanto avere la corrente elettrica ci cambierà la vita. Attualmente ci illuminiamo solo con 2 vecchie lampade a olio e molte volte usiamo il cellulare per farci strada o cucinare.
Altre volte ci attacchiamo alla batteria della macchina e allora in quel caso possiamo permetterci una debole lampada al neon che ci consente di illuminare la stanza nella quale mangiamo; per il resto è tutto buio e intorno a noi solo colline di banane. Le stelle sembrano caderci addosso tanto sono visibili.
L`impianto fotovoltaico che abbiamo intenzione di acquistare è un mini impianto da 65 watt e comprende un pannello fotovoltaico, un inverter, un regolatore di potenza e una batteria.
L`idea è quella di installare il pannello sul tetto dell’edificio principale e portare la corrente sia alla capanna nella quale dormono i ragazzi sia nella baracca-cucina. Quindi oltre al lavoro di installazione del pannello dovremmo provvedere anche a portare l’elettricità negli altri due edifici.
Alla notizia che presto avremo la luce i ragazzi sono saltati di gioia e hanno voluto ringraziarmi singolarmente di persona esprimendo la loro felicità e la gratitudine che provano per noi. Per quanto delle parole scritte possano essere fredde e silenziose mi piacerebbe che provaste a immaginare la felicità che proviamo grazie al vostro aiuto. Forse un grazie scritto non è nemmeno sufficiente ad esprimere la nostra gratitudine ma non ho altri mezzi per poterlo fare.
E ora passo ai lavori di bonifica. Come vi avevo accennato la scorsa volta abbiamo iniziato i lavori di bonifica del fondo valle. Attualmente tutto il fondo valle è ricoperto da una folta vegetazione palustre a causa di un torrente che non avendo un proprio alveo si diparte in mille rivoli e quindi rende impenetrabile e inutilizzabile tutta la parte pianeggiante, sicuramente la più fertile dell’ azienda.
I lavori sono iniziati ormai da due settimane e molte cose sono state fatte. Per prima cosa abbiamo aperto un varco nella fitta vegetazione, in quello che poi sarebbe diventato il corridoio nel quale avremmo scavato il letto del torrente. Dopo quasi 5 giorni di machete la squadra addetta a decespugliare è riuscita a raggiungere il ponte che fa da confine settentrionale dell’azienda e li ci siamo fermati. Un’altra squadra di 4/5 persone e nella quale lavoravo anche io ha provveduto nel frattempo a scavare il letto del fiume in modo da consentire all`acqua di scorrere più velocemente e quindi di iniziare fin da subito a prosciugare il terreno limitrofo. In questo modo abbiamo facilitato anche il lavoro dell’altro gruppo addetto a decespugliare visto che da ora in poi potranno lavorare sul solido evitando di sprofondare in più di 40 cm di fango. In ogni caso ogni giorno tornavamo sempre sudici e coperti di fango fin sopra le orecchie. Ora il lavoro “sporco” è finito e l`acqua scorre via limpida e veloce; il terreno ai bordi del fiume si è già asciugato e ci si può camminare sopra senza il timore di sprofondarci.
Da 3 giorni abbiamo iniziato lo scavo di un canale perpendicolare al fiume che ha lo scopo di raccogliere l`acqua presente nel terreno e portarla direttamente al fiume in modo da tenere sempre asciutto il terreno del fondo valle. Inoltre questo canale con delle apposite paratie, che avrebbero la funzione di controllare il livello dell`acqua, ci consentirebbe anche di irrigare le piante e di portare l`acqua alle vasche dei pesci.
Molto ci rimane ancora da fare per poter vedere i frutti del nostro lavoro ma con la sola forza delle braccia non si può pretendere più di tanto e quindi i lavori per quanto possiamo impegnarci procedono a ritmo umano. Una ruspa ci sarebbe di grande aiuto soprattutto per lo scavo del canale e delle vasche per i pesci ma si tratterebbe di una spesa eccessiva per un’organizzazione come Youth Support Group che vive una vita semplice, cucinando solo riso e fagioli tutti i giorni per risparmiare soldi da poter investire nei progetti e nelle attività per/con i ragazzi.
Ora vedremo come procedere e penso che in questa settimana inizieremo anche a lavorare il terreno per poterci coltivare alcune piante per i prossimi mesi.
Per ora è tutto, penso di avervi detto tutto. Le foto spiegheranno quello che non sono riuscito a dire con le parole. Auguro a tutti un buon inizio settimana e con l’affetto di tutti i ragazzi di YSG, vi saluto e vi ringrazio.
A risentirci,
Mattia
Mattia e YSG#2
Ciao a tutti!
Colgo l’occasione di avere delle ore libere durante quasta soleggiata mattina africana per aggiornarvi su come procede la vita nella associazione Youth Support Group Mbarara.
Sono in partenza per Karuhisti. Attualmente in questa piccola fattoria ci sono una decina tra ragazzi e ragazze che lavorano la terra e vivono in comunità. Nella fattoria si producono banane, fagioli, qualche cereale, cassava e qualche frutto che vengonono principalmente consumati in loco da chi ci abita e ceduti agli altri ragazzi che invece vivono nella sede cittadina dell’organizzazione.
L’obiettivo principale del progetto agricolo e quindi del motivo per il quale ho deciso di condividere 4 mesi della mia vita in questa comunità è quello di riuscire ad aumentare la produzione agricola allo scopo di fornire quasi totalmente il cibo di cui l’associazione necessita e di poter vendere il rimanente al mercato in modo da avere una piccola entrata economica.
Durante la stagione secca la produzione agricola si ferma perchè c’è poca acqua e si raggiungono temperature molto alte. Dato che l’azienda si trova in cima alla collina non ci sono fonti di acqua che possano supplire l’irrigazione delle piantagioni e quindi si è costretti ad aspettare l’inizio della stagione delle piogge.
L’unica soluzione possible per poter coltivare anche durante i mesi di siccità sembra essere quella di utilizzare il terreno che si trova in prossimità di un fiumiciattolo che fa da confine all’azienda agricola. Il problema è che l’acqua del fiume non ha un proprio corso ma si dirama in una serie di piccoli ruscelli e pozzanghere rendendo il terreno paludoso e quindi inutilizzabile per qualsiasi attività.
Da domani mi trasferirò nell’azienda e inizieremo i lavori di bonifica della palude sperando in breve tempo di riuscire ad iniziare la coltivazione.
Ora devo scappare a comprare tutti gli atrezzi che ci serviranno per lavorare il terreno. Vi aggiornerò il prima possible sullo sviluppo del progetto. Auguro a tutti una buona settimana.
A risentirci,
Mattia










